– LEONARDO BOTANICO –

Leonardo, i primi 500 anni

Firenze 1519-2019, quest’anno si celebrano i primi 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci. Per ricordarlo al Museo di Santa Maria Novella di Firenze è stata allestita una mostra dal titolo La Botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra arte e natura (dal 13 settembre al 15 dicembre 2019). La mostra è stata promossa dal Comune di Firenze, prodotta e ideata da Aboca con l’organizzazione e il coordinamento scientifico di MUS.E. e illuminata da Linea Light Group.

Per il progetto di allestimento, nell’ex dormitorio e il Chiostro Grande di Santa Maria Novella, è stato incaricato lo studio Guicciardini & Magni e che ha visto la collaborazione del lighting designer Fulvio Baldeschi. “Per ricreare l’idea di fondo, ovvero la rappresentazione di un bosco, abbiamo optato per un’illuminazione dinamica in grado di dare al visitatore la sensazione di vitalità e movimento tipiche di questo ambiente; per la valorizzazione delle opere, invece, è stata prevista un’illuminazione statica con fasci di luce stretti e mirati a enfatizzare l’esposizione stessa”. Così Baldeschi illustra il suo progetto d’illuminazione.

Per il progetto di allestimento, nell’ex dormitorio e il Chiostro Grande di Santa Maria Novella, è stato incaricato lo studio Guicciardini & Magni e che ha visto la collaborazione del lighting designer Fulvio Baldeschi. “Per ricreare l’idea di fondo, ovvero la rappresentazione di un bosco, abbiamo optato per un’illuminazione dinamica in grado di dare al visitatore la sensazione di vitalità e movimento tipiche di questo ambiente; per la valorizzazione delle opere, invece, è stata prevista un’illuminazione statica con fasci di luce stretti e mirati a enfatizzare l’esposizione stessa”. Così Baldeschi illustra il suo progetto d’illuminazione.

Il percorso previsto dagli architetti parte da uno spettacolare corridoio creato con un doppio giardino verticale, che grazie alla pedana specchiante, raddoppia visivamente. Ad accenderlo, alla base, Baldeschi ha scelto Periskop, piccolo proiettore in finitura nera e ottica aperta per dare enfasi al fogliame.

La mostra prosegue segnata da un percorso riflettente, ideato per raddoppiare lo spazio e l’effetto scenografico. L’esposizione è scandita da grandi telai schermati o aperti sulla cui sommità sono stati fissati degli Strip LED per l’illuminazione indiretta e dei proiettori Navata gestiti tramite DALI per richiamare la vitalità del bosco. I grandi portali telati sono usati come schermi per la proiezione di disegni e testi di Leonardo sulla botanica. Le piante e i fiori sono state studiate a lungo dal maestro per poterle poi inserire nei suoi quadri, con un realismo unico e riconoscibile. Ulteriore richiamo al tema sono le fioriere, su disegno, che definiscono le zone espositive. Per illuminarle, Baldeschi ha impiegato dei proiettori dalle dimensioni ridottissime e orientabili, i piccoli cubi Eyelet. La luce, come nelle foreste, c’è ma non se ne percepisce la provenienza, questa è l’idea di fondo dell’intero progetto di lighting design.

La mostra prosegue segnata da un percorso riflettente, ideato per raddoppiare lo spazio e l’effetto scenografico. L’esposizione è scandita da grandi telai schermati o aperti sulla cui sommità sono stati fissati degli Strip LED per l’illuminazione indiretta e dei proiettori Navata gestiti tramite DALI per richiamare la vitalità del bosco. I grandi portali telati sono usati come schermi per la proiezione di disegni e testi di Leonardo sulla botanica. Le piante e i fiori sono state studiate a lungo dal maestro per poterle poi inserire nei suoi quadri, con un realismo unico e riconoscibile. Ulteriore richiamo al tema sono le fioriere, su disegno, che definiscono le zone espositive. Per illuminarle, Baldeschi ha impiegato dei proiettori dalle dimensioni ridottissime e orientabili, i piccoli cubi Eyelet. La luce, come nelle foreste, c’è ma non se ne percepisce la provenienza, questa è l’idea di fondo dell’intero progetto di lighting design.

Nell’allestire il Chiostro Grande gli architetti hanno progettato e inserito i solidi geometrici, studiati e amati da Leonardo: il cubo, l’icosaedro, l’ottaedro e il dodecaedro. Solidi regolari e perfetti, che nell’ideale rinascimentale rappresentavano: la terra (cubo), l’acqua (icosaedro), l’aria (ottaedro) e la quintessenza (dodecaedro). Quest’ultimo, il solido entro cui si inscrive l’uomo vitruviano, è l’elemento più scenografico e simbolico di tutta la mostra. Il designer l’ha illuminato con essenziali Strip LED, che diffondono luce sul fondale verde e lo amplificano. Un luogo in cui sostare e immedesimarsi nel mitico uomo leonardesco.

Una mostra da visitare non solo per i contenuti, ma anche per il progetto di allestimento e di illuminazione, tra i più interessanti e riusciti sul sommo fiorentino. Un’esposizione capace integrare botanica, arte, architettura e luce in un organismo omogeneo e avvolgente.

Per visitare la mostra
https://www.labotanicadileonardo.it/orari-e-biglietti-mostra/