– NATURA DISEGNATA –

La luce fa rinascere la costa del Fuenti

L’Hotel Fuenti era un’opera edilizia che, costruita negli anni ’70, si ergeva sulla scogliera più bella e invidiata del mondo. Un panorama che già dall’Ottocento il Grand Tour aveva riconosciuto come patrimonio dell’umanità, ben prima dell’UNESCO. Oggi, al suo posto, c’è un bellissimo giardino che si sviluppa su terrazzamenti tipici del paesaggio della costiera amalfitana interamente ri-progettato dall’Arch. Maria Teresa Mazzitelli Questi degradano verso il mare con una visuale libera che abbraccia tutta la costa fino a Salerno e oltre, fino a punta Licosa. Lo studio AT+C (Angelo Telese e Chiara Di Napoli) e l’arch. Cosimo Masone hanno contribuito, con il loro intervento di lighting design, alla rinascita di quest’angolo di paradiso. Il progetto d’illuminazione ha riguardato sia il grande giardino che ricopre il sito che le strutture ipogee.

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L’intervento si è diviso in due fasi. La prima fase ha riguardato gli spazi interni. Il progetto di interior design è stato curato dallo studio di Rebecca James (Londra) che ha saputo reinterpretare il genius loci con colori e materiali contemporanei strettamente legati al territorio. Le strutture ipogee sono caratterizzate da ampi volumi. Le organiche strutture portanti preesistenti sono state riprese del tutto assumendo una nuova connotazione all’interno di questi spazi diventando motivo di decoro. I lunghi percorsi di collegamento curvilinei tra le varie sale sono stati enfatizzati con la luce. Una linea luminosa posta alla base del percorso, guida l’ospite accompagnandolo di volta in volta nei vari ambienti. Il lounge bar, cuore della struttura, è caratterizzato da un’ampia seduta curva sormontata da fioriere arricchite con diverse tipologie di piante che fungono da quinta. La cortina di verde è evidenziata con la luce per tutta la sua lunghezza conferendo all’ambiente un’atmosfera accogliente e scenografica. Esili steli luminosi caratterizzano l’area integrandosi perfettamente agli spazi in cui si aprono nuovi elementi architettonici, come la seduta nella nicchia curva e la statua di bronzo con sfondo in legno. Un’illuminazione che accompagna l’ospite alla scoperta dell’architettura e del giardino, guidandolo dall’interno verso il mare.

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Per l’illuminazione dei giardini gli architetti si sono relazionati con il progetto del paesaggista Luciano Mauro che ha disegnato per intero gli spazi e i percorsi. Il giardino a gradoni, scosceso verso il mare, ha una visuale libera che abbraccia tutta la costa. L’illuminazione sottolinea la grandiosità degli alberi, le bordure e i camminamenti. Dall’alto della scogliera si scende gradualmente verso la spiaggia passando per le ampie terrazze arredate. Il primo intervento che si incontra è l’Arena semicircolare di memoria greco antica, dove la natura fa da fondale alla rappresentazione. Successivamente, si arriva al turf maze, labirinto in pietra tracciato a terra e circondato da alti arbusti di rose. Qui la luce è radente per far leggere il percorso; labirinti come questi, soprattutto in Inghilterra e Francia, erano usati per meditare camminando. Attualmente, è diventata una lenta passeggiata per ammirare la baia e la costiera da diversi punti di vista.

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Il cammino prosegue, costeggiato da siepi in bosso ed essenze mediterranee illuminate puntualmente da leggerissimi steli segna passo e da micro-faretti fissati sulla recinzione lignea. Piccoli spot, grazie alla loro dimensione ridotta e alle alte performance, sono stati impiegati per illuminare le colonne verdi del foyer arboreo dell’Arena posizionata a mezza costa. In tal modo è possibile, con un colpo d’occhio, visualizzare l’intero giardino ammirandone, grazie all’attento studio illuminotecnico, le sue peculiarità ed emergenze come il maestoso pino marittimo o la scala in pietra a spacco. I progettisti raccontano così il concept progettuale: “siamo entrati nel contesto naturale in punta di piedi, con delicatezza ed estrema sensibilità. Per questo motivo abbiamo scelto un approccio come si trattasse di un quadro impressionista, che permettesse di percorrere il giardino e gli spazi aperti con una connotazione romantica e di grande rispetto. In particolare, per quanto concerne la vista sul mare, volevamo che all’ospite restasse negli occhi “un’impressione” alla Monet”.

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Con il progetto di AT+C e Cosimo Masone la luce, ancora una volta, si rivela essere la materia ideale per ricostruire un dialogo che si era interrotto da troppo tempo.

Crediti di progetto
CLIENTE: Third Generation Group
PROGETTISTA DELLE OPERE ARCHITETTONICHE: Arch. Maria Teresa Mazzitelli
LIGHTING DESIGN: Studio Atpiuc – Arch. Cosimo Masone
INTERIOR DESIGN: Studio Atpiuc – Rebecca James Studio
PROGETTO DEL PAESAGGIO: Luciano Mauro Studio progettazioni paesaggistiche
AZIENDE ILLUMINAZIONE: Platek, Antrox, Pan International, iGUZZINI, Antonangeli, DGA

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