– LUCE AMBIENTATA –

Da Lofficina a spasso tra cibo e mare

Accade che le migliori scoperte avvengano per caso, mentre si sta cercando altro o non si sta cercando affatto. Così è successo per il nuovo ristorante Lofficina a Sirolo, in provincia di Ancona, appena sotto al monte Conero. Rientrando dalla spiaggia, con Silvia, ho notato un’architettura inaspettata in un paese fatto di pietra bianca e intonaci colorati. Quella che avevamo davanti era una parete in cemento, con i segni delle travi in legno e un leggero tono marrone. Ci hanno subito attratto le aperture angolari, quella dell’ingresso e quella al primo piano. Ne abbiamo immediatamente percepito la suggestione. La struttura del ristorante è divisa in due blocchi, il cubo smussato dell’entrata e, appena dietro, il rettangolo con la sala e il terrazzo. Entrambi gli elementi hanno ampie finestrature sul doppio paesaggio, montano e marino. Spicca, appena sopra l’ingresso, la finestra angolare che con un unico sguardo accoglie entrambe le visuali, regalando ai commensali un panorama di bellezza estrema. Che unito all’esperienza del cibo ne amplifica la forza.

Perché un magazine sulla luce scrive di ristoranti e di cibo? Perché l’ingegner Fabia Buglioni di Teamproject2016 con EDIF ha disegnato un’illuminazione sottovoce che mi ha subito affascinato. Ha pensato una luce capace di amplificare le sensazioni che scaturiscono dal cibo e dal vino. L’ingresso, con lo scultoreo bancone bianco, e la scala sono illuminati da incassi lineari a filo, semplici linee di luce che guidano e attraversano gli ambienti. La sala da pranzo, circondata da finestre verticali e chiusa da un’ampia vetrata sul Conero, è illuminata grazie a pannelli sospesi a luce indiretta che lavano il soffitto e le pareti.

Perché un magazine sulla luce scrive di ristoranti e di cibo? Perché l’ingegner Fabia Buglioni di Teamproject2016 con EDIF ha disegnato un’illuminazione sottovoce che mi ha subito affascinato. Ha pensato una luce capace di amplificare le sensazioni che scaturiscono dal cibo e dal vino. L’ingresso, con lo scultoreo bancone bianco, e la scala sono illuminati da incassi lineari a filo, semplici linee di luce che guidano e attraversano gli ambienti. La sala da pranzo, circondata da finestre verticali e chiusa da un’ampia vetrata sul Conero, è illuminata grazie a pannelli sospesi a luce indiretta che lavano il soffitto e le pareti.

L’illuminazione dei tavoli è stata pensata per essere assolutamente discreta e singolare, ogni tavolo ha una propria sorgente posata al centro del piano. Si tratta della nuova Unplugged Flos Bellhop, in finitura grigio chiaro. Questa soluzione è ideale per illuminare la tavola, soprattutto per le cene a due. Evita le ombre e accresce la seduzione del cibo e degli sguardi. Solo il grande tavolo tondo all’ingresso ha una luce diversa, la lunghissima Sampei Davide Groppi. Entrambe sono le luci perfette per esaltare l’idea di cucina degli chef Davide Breccia e Andrea Peccerillo.

Un discorso analogo è valido per il grande terrazzo vista mare, con i tavoli discretamente illuminati dall’iconica Edison the Petit di Fatboy. A completamento, un invisibile nastro di luce è stato posizionato sotto il corrimano del parapetto, una soluzione pensata per non annullare la vista sul bosco e il monte Conero.

Un discorso analogo è valido per il grande terrazzo vista mare, con i tavoli discretamente illuminati dall’iconica Edison the Petit di Fatboy. A completamento, un invisibile nastro di luce è stato posizionato sotto il corrimano del parapetto, una soluzione pensata per non annullare la vista sul bosco e il monte Conero.

Lofficina è uno di quei progetti in cui la luce non è solo funzione. L’illuminazione abbinata al piatto diventa un acceleratore emozionale. La purezza del bianco ambientale e i colori delle portate sotto una luce corretta diventano un’esperienza coinvolgente i cinque sensi.