– LUOGHI DA VISITARE –

32 metri di luce mutante

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Marco Nozza

001 Making Of Light Luce Mutante Al Part Palazzo Dell Arengo (2)
002 Making Of Light Luce Mutante Al Part Palazzi Comunali

Lo Studio Pasetti Lighting di Alberto Pasetti Bombardella e lo Studio AR.CH.IT di Luca Cipelletti hanno valorizzato l’esperienza visiva di visita del PART di Rimini all’interno del Salone dell’Arengo, progettando un apparecchio illuminante su misura.

Trasferendoci virtualmente al centro di Piazza Cavour, una delle piazze più belle di Rimini, scorriamo la vista a 360°. Si vedono il Teatro Amintore Galli, le Vecchie Peschiere, Fontana della Pigna, Palazzo Garampi e altri due palazzi storici recentemente restituiti al loro splendore architettonico. Il Palazzo dell’Arengo, maestoso edificio duecentesco in stile romanico – gotico, è sormontato dalle tipiche merlature e l’ampio loggiato posto piano terra è impostato su poderosi colonnati che sorreggono archi a sesto acuto. Contiguo a questo si erge un monumento medioevale risalente al 1334, si tratta del Palazzo del Podestà. Il basamento presenta un prospetto con tre archi gotici frontali: da quello centrale pendeva la corda destinata all’impiccagione dei re. Nel piano superiore, altrettanto merlato, si aprono altre finestre minori.

Le porte di PART, i Palazzi dell’Arte Rimini, sono state aperte durante l’inaugurazione svoltasi nel settembre 2020, in presenza del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi e della co-fondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti. Il PART è il nuovo polo museale che si colloca all’interno del complesso monumentale costituito appunto dal Palazzo dell’Arengo e dal Palazzo del Podestà, restaurati per dare a Rimini un grande spazio per l’arte contemporanea.

003 Making Of Light Luce Mutante Al Part Enzo Cucchi, Bertozzi & Casoni Credit Studio Pasetti
004 Making Of Light Luce Mutante Al Part Sala Piano Terra Podestà Dalla Scala Interna @studiopasetti

All’interno di questo suggestivo contesto, interessato da un primo intervento di riqualificazione, trova casa la Collezione della Fondazione San Patrignano: accoglie una raccolta eclettica e variegata di importanti opere del ‘900 e di questo secolo. Nella collezione risalta particolarmente il ‘Giudizio Universale di Giovanni da Rimini’, eccezionale affresco del 1300. L’allestimento delle opere, insieme al restauro e all’adeguamento funzionale degli edifici, è stato realizzato dallo studio AR.CH.IT guidato da Arch. Luca Cipelletti. La principale sfida progettuale è stata la messa in relazione di un contenitore storico qual è il PART e una collezione d’arte contemporanea. In primis si è operato sul ripristino emozionale della percezione dei volumi medievali, riportando alla luce elementi di pregio come le capriate palladiane, le grandi polifore e le texture dei materiali. Nelle due sale del Podestà interamente dedicate alle opere, per aumentare la superficie espositiva, sono stati progettati dei supporti secondo una logica di “pieno per vuoto” in relazione alle finestre.
I basamenti, come i pavimenti, sono stati realizzati in pietra di San Marino, un materiale locale già presente in numerosi dettagli originali: questa scelta fine a sottolineare i rapporti architettonici e gli assi prospettici.

Al piano superiore, nella Sala dell’Arengo, l’allestimento ruota attorno al setto espositivo che ospita il grande affresco del Giudizio Universale di Giovanni da Rimini. Il posizionamento della struttura, posta in diagonale e al centro dello spazio, consente una regia di percorso che valorizza la percezione delle sale e delle opere. Studiato insieme all’architetto ed esperto di illuminazione museale Alberto Pasetti Bombardella di Studio Pasetti lighting, il concept d’illuminazione risponde a un ragionamento progettuale complessivo che rende complementari le finalità dell’allestimento con l’interpretazione dello spazio attraverso linee direttrici aeree.

005 Making Of Light Luce Mutante Al Part Vanessa Beecroft Studio Pasetti.
006 Making Of Light Luce Mutante Al Part Salone Dell'arengo 2 Studio Pasetti.

Il principio si basa sulla declinazione di un apparecchio realizzato per l’occasione, che permette sia la valorizzazione delle opere che la definizione di scene luminose d’ambiente nelle diverse sale.

Il modulo, ingegnerizzato e realizzato artigianalmente da specialisti del settore, denominato Arengo possiede diverse opzioni legate ad accensioni differenziate che permettono di selezionare le tonalità di bianco e i diversi colori in funzione degli utilizzi personalizzabili. Sospeso con pendinatura a più di 5 metri di altezza dal piano di calpestio, la struttura del corpo illuminante è lineare e costituito da un parallelepipedo a sezione quadra, con un’anima in alluminio che accoglie le distinte tecnologie luminose in base alla specifica funzione. I diffusori laterali, in policarbonato, sono ideati per una luce diffusa e per donare un leggero cromatismo allo spazio espositivo. Le sorgenti in sommità per l’illuminazione indiretta donano volume e risalto all’architettura delle capriate lignee.

Nella porzione inferiore è incluso un binario per l’inserimento dei proiettori per l’illuminazione d’accento sulle singole opere, concepito per valorizzare siano queste bidimensionali o tridimensionali, e tenendo presente i criteri più aggiornati di percezione visiva e comfort fisiologico. La composizione del modulo, nella dimensione lineare, può raggiungere i 32 metri di lunghezza, come in questa installazione, nella fattispecie il corpo illuminante più grande mai realizzato nel settore museale ad oggi.

007 Making Of Light Luce Mutante Al Part Schema Modulo Arengo @studiopasetti
008 Making Of Light Luce Mutante Al Part Schema Inserimento In Salone Arengo @studiopasetti

Il modulo comprende per ogni camera di miscelazione, attraverso diffusore opalino, l’emissione luminosa di due strip LED, di cui una in tecnologia RGBW (Red – Green – Blu – White) e l’altra in W (White, luce bianca) con temperatura di colore 3000 K e CRI 90, rispettivamente con assorbimento max. 30W/m, flusso luminoso 1200 lm/m e l’altra con assorbimento max. 20W/m, e flusso luminoso 2700 lm/m.  Anche per il flusso luminoso indiretto, sulla sommità esterna all’apparecchio, sono state posate le stesse stringhe luminose con luce bianca. L’eterogeneità tecnica dei contributi stilistici determina condizioni espositive molto diverse tra loro e richiede un livello qualitativo di flusso luminoso molto elevato.

Il corpo centrale dell’apparecchio ospita le componenti di alimentazione e regolazione: i drivers di tipo Tridonic dimmerabili mentre le schede di controllo DMX tipo Overled 555. In posizione inferiore incassata è alloggiato un binario di 2000mm trifase DALI tipo ERCO, dotato di accessori per la giunzione elettrica. La qualità della luce d’accento è parametrata rispetto a due fattori principali: la qualità chirurgica dei fasci geometrici e la qualità della natura stessa della luce, del suo spettro elettromagnetico armonizzato a livelli di intensità molto contenuti, per favorire un’eccellente resa cromatica. Infatti, le stesse opere della collezione si possono scindere in materiali fotosensibili e altri materiali moderatamente fotosensibili a cui corrisponde una calibratura proporzionata e minuziosa dei rispettivi flussi luminosi.

009 Making Of Light Luce Mutante Al Part Schema Flussi Luminosi Modulo Arengo (1) (1)
010 Making Of Light Luce Mutante Al Part Sez Trasversale Palazz Arengo

Il sistema di pendinatura, con cavo in acciaio di 5 metri, è garantito da un accessorio con relativa staffa metallica regolabile orizzontalmente per consentire il corretto posizionamento dei cavi rispetto al soffitto. La configurazione dei moduli è caratterizzata dall’indirizzamento e programmazione DMX in funzione di quattro scene luminose, supportato da un sistema di autoregolazione luminosa in funzione della luce naturale.

Il valore semantico delle linee di colore che, occasionalmente, possono essere richiamate nella loro mutevolezza in varie fasi della giornata espositiva, hanno per scopo di sottolineare la dinamicità soggettiva dell’ambiente museale. Esattamente come avviene già per la luce naturale variabile che filtra dalle pentafore affacciate su piazza Cavour e sul giardino retrostante. La vivacità espressiva delle opere ospitate nell’esposizione allestita nei due palazzi storici ha ispirato il richiamo a una luce mutante nell’ambientazione spaziale, pur mantenendo i criteri di tutela e conservazione propri di un museo d’arte contemporanea.

Questo nuovo format espositivo è complementare alla funzione museale con luce bianca neutra e consente di offrire un’opportunità di visita, su richiesta, con caratteristiche percettive inedite in grado di svelare nuovi aspetti dell’interazione opera-visitatore.

Credits

Progetto illuminotecnico:
Arch. Alberto Pasetti Bombardella – lighting designer
Studio Pasetti Lighting – www.studiopasetti.it

in collaborazione con
Arch. Claudia Bettini e Arch. Chiara Brunello

Ufficio Stampa e Comunicazione
Chiara Vedovetto

Progetto architetturale/museografico:
Arch. Luca Cipelletti
Studio AR.CH.IT

Design Modulo Arengo:
Alberto Pasetti Bombardella e Luca Cipelletti

Ditta produttrice/customizzazione Modulo Arengo: DDS Elettronica srl

Progetto impianto elettrico: P.I. Devis Lombardi

Apparecchi di illuminazione: ERCO Italia