– RACCONTI DA FUORI –

Sei pezzi facili

Lo Smart Working è diventata una realtà per tanti, da opzione delegata a manager e freelance, oggi è il modus operandi per tutto il terziario e non solo. Con la chiusura temporanea di uffici, redazioni e studi professionali, il lavoro viene portato avanti da casa. Lo Smart Working offre però la possibilità di recuperare tempo prezioso e trascorrerlo con la famiglia e i figli.

Una delle vocazioni di Making of Light è fornire consigli per la scelta delle lampade di casa. E così oggi vi parlerò di luci da tavolo adatte per lo Smart Office domestico. Ho selezionato alcune tra le lampade più interessanti sul mercato e come tutte le raccolte anche questa è incompleta per definizione, solo Borges poteva immaginare qualcosa di infinito. Le sei lampade spaziano tra storia e contemporaneità, tutte impiegano sorgenti LED a luce calda, ideali per lavorare sia allo schermo che sulla carta (https://www.usa.lighting.philips.com/consumer/led-lights/eyecomfort)

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Making of Light - Sei pezzi facili - 02_firmamento-milano-Trilite_1

Iniziamo da Naska (Archivio Storico Fontana Arte, 1933) la mitica lampada che campeggiava su tutti i tecnigrafi e tavoli da disegno di architetti e designer. Il doppio braccio a molla e la testa girevole (fino a 360°) la rendevano perfetta per seguire le tracce della matita o del rapidograph Rotring. Fontana Arte la propone nelle finiture: bianco, nero o cromo lucido, nel 2017 decide di attualizzarla aggiungendo la finitura oro lucido e una sorgente dimmerabile a LED (6W CRI>80 2700 K e 800 lumen). Grazie a queste modifiche Naska lascia il tavolo da lavoro in studio e si sposta in soggiorno, ma rimane sempre una delle più efficienti lampade da disegno.

Se Naska è la lampada del disegnatore, Trilite (Firmamento Milano – 2017) è quella del professore di storia o di letteratura. Franco Raggi disegna un elegante portale in metallo (rosso o bianco) e marmo d’incredibile eleganza e proporzione. Alla base in marmo di Carrara o Green Forest si oppone un diffusore piano in alluminio brillantato: la luce si diffonde omogenea sul piano. Trilite ha una sorgente LED a luce calda (2x10W CRI>80 2700 K e 1776 lumen). È una lampada adatta per letture concentrate, la immagino in un piccolo studio foderato in legno, come lo studiolo di Urbino e un tavolo carico di libri e appunti.

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La terza lampada che vi racconto è Unterlinden (Artemide – 2015) disegnata da Herzog & De Meuron per essere inserita, in perfetto dialogo, negli spazi progettati dallo studio svizzero. Come la precedente anche Unterlinden è un’architettura da tavolo. Lo stelo piegato, per evitare fastidiosi abbagliamenti, sostiene una testa a forma di trombetta segnata da precise curve di livello, perfette dissipatrici di calore. Stelo e base in nero opaco, e testa disponibile in due finiture: ottone o alluminio anticati. La sorgente LED COB (6,2W CRI 90 2700 K – 3000 K e 570 lumen) è ideale per lavorare a computer, leggere o studiare. Se è stata scelta per allestire la sala lettura della Fondazione Feltrinelli a Milano, sarà perfetta anche per il vostro smart office.

Flex (Ramon & Bassols, Vibia) è una tra le ultime nate in casa Vibia, e la quarta che ho selezionato per voi. Lo stelo è una sottile lamina in alluminio piegata e fissata alla base da un giunto strallato, molto essenziale, che consente sia la rotazione che l’inclinazione. La testa è collegata al braccio con uno snodo flessibile che permette di mantenere la sorgente (LED 8W CRI>80 3000 K 339 lumen) parallela al piano mentre le due piccole falde ne assicurano il rendimento. Un sensore ottico, situato sulla testa, permette di regolare la luce per un effetto luminoso intenso e neutro oppure tenue e caldo. Un oggetto contemporaneo, il perfetto contraltare per la quinta lampada: la Goldman di Flos.

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Ron Gilad, designer israeliano tra più bravi, nel 2013 ha disegnato Goldman per Flos, un omaggio a Emeralite, la storica lampada dal paralume verde. Goldman, disponibile nei colori ottone/verde e nero/fumé, riprende la famosa lampada da scrivania, semplificandola all’essenziale e aggiornandola tecnologicamente. E come lo stesso Gilad ci ha raccontato “volevo che Goldman mantenesse un link con il passato, io l’ho attualizzato per forme e materiali”. Sotto al diffusore in policarbonato verde smeraldo, memoria di quello in vetro, si nasconde la sorgente LED orientata (8W CRI 85 2700 K e 248 lumen) e con una temperatura colore ottimale per l’illuminazione del piano di lettura. Altro dato, funzionale e smart: dietro al basamento è posizionata una presa USB per la ricarica di smartphone o tablet.

Last but not least. La sesta lampada di cui vi parlo è Otto Watt (Paolo Rizzatto/Alberto Meda, Luceplan 2011). La bellezza di questa lampada risiede tutta nella testa, disegnata per razionalizzare tre funzioni: contenere la sorgente LED dimmerabile (10W 3000 K 371 lumen), disperdere il calore ed essere punto di presa. I due snodi, alla base e tra i bracci, unitamente al giunto snodato della testa consentono una grande libertà di movimento. Otto Watt secondo Luceplan è “una perfetta compagna di scrivania. Reinterpretazione della classica lampada a molla, si distingue per le linee snelle e al tempo stesso solide, che le conferiscono maneggevolezza e stabilità. La sorgente LED fornisce l’illuminazione ideale per qualsiasi necessità, in momenti di relax o attività di precisione”. E come dargli torto.

Per lo smart office di casa leggete questo articolo di Nora e scoprite come, con pochi tocchi, è possibile creare la postazione ideale.